Regime di branch exemption

Le nuove disposizioni operative

L’art. 168-ter del TUIR ha introdotto il nuovo regime di “Branch exemption”, con il quale sarà possibile, per l’impresa residente che ne eserciti l’opzione, non portare nel proprio reddito complessivo, gli utili e le perdite realizzate dalle proprie stabili organizzazioni estere.

Questa possibilità segna un rafforzamento al principio di territorialità, principio reso in questo modo alternativo alla modalità di eliminazione della doppia imposizione mediante il riconoscimento del credito di imposta.

Il legislatore, con l’introduzione di questo provvedimento, ha voluto sicuramente incentivare la crescita economica e la competitività internazionale delle imprese italiane, dando loro la possibilità di mantenere sul paese della stabile organizzazione il carico fiscale relativo.

Caratteristiche dell’istituto e esercizio dell’opzione

Il regime di Branch Exemption è opzionale, l’impresa può esercitare l’opzione nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta di costituzione della branch, a partire dal quale è efficace il regime di esenzione.  Per le stabili organizzazioni esistenti alla data del 7 ottobre 2015 è confermato un periodo transitorio, più nello specifico, viene stabilito che, se al 7 ottobre 2015 – data di entrata in vigore del “decreto internazionalizzazione” – l’impresa ha più stabili organizzazioni, la stessa può aderire alla branch exemption entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello in corso a tale data.

Il regime riguarda necessariamente tutte le stabili organizzazioni dell’impresa residente in Italia (principio all in- all out), ad eccezione per quelle a cui si rende applicabile la disciplina CFC (Controlled Foreign Company).

L’opzione è irrevocabile, una volta esercitata si estende anche alle nuove stabili organizzazioni senza necessità di comunicazione ulteriore da parte della casa madre.

Tuttavia il provvedimento consente però al contribuente una possibilità di ripensamento, ovvero la possibilità di optare per il regime ogni volta venga costituita una nuova stabile organizzazione  anche in presenza di branch già costituite in regime di imponibilità.

L’efficacia dell’opzione cessa a seguito della chiusura, anche per liquidazione o cessione, di tutte le branch esenti.

Il reddito della stabile organizzazione esente

Con l’introduzione del provvedimento, in pratica, vengono dettate le regole di determinazione dell’imponibile della stabile organizzazione a seguito dell’opzione, in modo da consentire l’esenzione degli utili e delle perdite sia ai fini Ires che Irap.

Perdite precedenti della stabile organizzazione: Se nei cinque periodi d’imposta antecedenti a quello di efficacia dell’opzione, la stabile organizzazione ha conseguito perdite fiscali imputate all’impresa, i redditi realizzati da detta stabile organizzazione in regime di branch exemption, partecipano alla formazione del reddito imponibile della casa madre fino alla concorrenza delle perdite fiscali nette pregresse prodotte dalla medesima stabile organizzazione.

Anche nel caso in cui non esistano specifiche disposizioni di una Convenzione contro le doppie imposizioni tra lo Stato italiano e lo Stato di localizzazione della stabile organizzazione esente, il reddito di quest’ultima è determinato in base all’Approccio autorizzato Ocse; la stabile organizzazione viene pertanto considerata come un’entità separata e indipendente, che svolge medesime o analoghe attività, in condizioni identiche o similari, tenendo conto delle funzioni svolte, dei rischi assunti e dei beni utilizzati.